06 Dicembre 2008

Dis-continuità

Ecco la parola che caratterizza il mio essere. In tutto e per tutto. Mi ci sono voluti anni, ma finalmente l'ho trovata. Non è da vantarsi, ma è già un inizio sul quale lavorare, anche se trattandosi di carattere, probabilmente, non sarà così facile.

Pubblico pubbliche scuse per patimenti, ansie, insicurezze, rodimenti di stomaco, notti insonni, pianti, dolori e pensieri che non sono mancati alle persone a me care. Nessuno escluso.
Certo, probabilmente il mio curriculum vitae ha delle responsabilità, ma non è una giustificazione. Anche così si matura e si cambia, altrimenti cosa si vive a fare?

La mia "dis-continuità" ha ferito soprattutto per l'elemento "-continuità" perchè non riusciva a farmi chiudere mai il capitolo che avevo iniziato e che a reso ogni mia decisione labile facendo spesso del male gratuito o comunque tradendo molte aspettative e, purtroppo, rimanendo pur sempre una costante nella mia vita. Nel bene e nel male. Questione di carattere dicevo, non di volontà. Sono sbagliato? Non in tutto. Ma diciamo che ho un'attidudine all'errore ma riconosco che la fortuna molte volte mi ha dato una mano. Saranno questi i presupposti dell'inizio di una nuova vita. Spero, credo.

Spesso le mie indecisioni hanno suscitato risa e scherno da parte degli amici. Almeno ho dato un esempio. Quello che non bisogna essere. Qualcuno doveva pur farlo, no?


In definitiva però, sorrido. Perchè la mia accozzaglia di errori mi ha fatto crescere nel modo in cui sono. Ho fatto tanto male, ma credo di esser riuscito a regalare anche momenti , che spero, rimarranno nei ricordi. Divertenti, romantici, talvolta quasi magici, ma senza dubbio unici.


Ora che sto per capire tante cose, mi accorgo che maturo sempre dopo e sono costretto a rincorrere dei traguardi, più che arrivarci naturalmente. Talvolta è stato stimolante sbrogliare il tutto, talvolta è stato davvero doloroso. Ma è stato sempre costruttivo e formante.

Purtoppo ho bisogno di continui stimoli, di continue sfide che mi mettano alla prova e mi facciano maturare, ed è questo che forse sta alla base della mia discontinuità, è forse questa la MIA chiave di volta. Forse no, ma credo sia venuto il tempo di capirlo e testarlo. Ho pagato prezzi altissimi per arrivare qui. Adesso pretendo risultati da me stesso.

E voi? Vi siete posti delle domande su come siete? Vi autoanalizzate? Io lo faccio sempre e se parlo tanto male di me stesso e mi focalizzo sui miei difetti è perchè cerco sempre di migliorarmi. Non è forse questo lo spirito della sfida? Di questo però non ne vado troppo orgoglioso. Vorrei essere molto meno "nervoso" ed "intestino " nei miei stessi confronti. Però il fatto che io abbia focalizzato il problema, mi fa già tirare un sospiro di sollievo in più.

Ringrazio tutti coloro che, inconsapevolmente, sfidandomi, mi hanno fatto crescere.

Paradossalmente la coerenza della dis-continuità, è la dis-continuità stessa. Quindi con questo paradigma posso dire di essere coerente con me stesso.

Una persona così non può che farsele e dirsele da solo. Mi auguro tanta fortuna. Ne avrò davvero bisogno. E voi, non potete immaginare quanto.

Nel sofferto vi saluto.

Gatto consapevole.



 
                                            

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