13 Marzo 2009

Il Mio Vascello

Passato tanto tempo dall'ultimo post, ma nonostante tutto, ogni tanto, ho ancora qualcosa da dire.
Sarebbero tante le persone alle quali apripre entrambi gli occhi sulle diverse situazioni che vedono solo con uno.
Ma qui si finisce nella solita, banale ma spesso vera, retorica.
Comunque sia, sto vivendo un periodo di transizione, un periodo davvero molto difficile, con all'orizzonte terre sconosciute. il problema è che sono ancorato e queste nuove conquiste talvolta sono illuminate da un sole splendido, e si fanno bramare, ma spesso risultano nascoste da una coltre di nebbia fittissima.
Per dir la verità la mia nave potrebbe tentare l'avvicinamento, ma non c'è vento adesso. è proprio calma piatta. Durante il giorno il sole illumina gli orizzonti e la ciurma qui si scatena, son tutti nervosissimi, si domandano il perchè di queste esitazioni, le scorte stanno finendo e sinceramente non ci sono cause contingenti che non ci facciano ripartire. Ma io sono il capitano, spetta a me decidere. Ascolto sempre la mia ciurma, sempre. Ma stavolta l'idea di abbandonare il mare alle mie spalle è veramente durissima. Provate ad immaginare, un marinaio che non può più fare quello per la quale ha vissuto fino ad adesso. immaginate cosa può provare uno che i suoi spazi li conosce bene e che trova sempre qualcosa per la quale stupirsi e che ora deve lasciare tutto.
Durante una battuta di caccia son finito in mare. Un'orca, la Nostra orca, che ci conosce benissimo, abituata ad accompagnarci in tante avventure attraverso tanti tanti mari, improvvisamente mi ha aggredito. Mi ha portato via praticamente metà corpo. L'ho dovuta abbattere. Per salvarmi. Ma il suo ricordo rimarrà , anche se in effetti forse non lo merita. Parte della ciurma mi ha aiutato a salvarmi e mi ha riportato sul vascello, altri erano o distratti, o si godevano la scena o semplicemente non hanno capito cosa stava succedendo.
Ora su questa nave e per mare io non ci posso più andare. Salvo un miracolo, chiaramente. Un miracolo che mi consacri lazzaro dei mari. Io non sono un uomo di fede, però, in questo caso, potrei fare un'eccezione.Mi siederò sulla riva, a vedere quella che per me è stata l'avventura più bella della mia giovane vita fino ad adesso. Ne esco sconfitto, perso, ma non posso sapere, da qui, cosa mi porteranno quelle terre che a tratti vedo laggiù. Spero; spero siano un nuovo paradiso, non posso far altro. Pa rte della ciurma mi seguirà, un'altra parte risalperà per il mio tanto amato mare.
Ho notato che vicino allo scafo si aggira una nuova Orca...certo è molto simile alla Nostra ma sarà sicuramente diversa.
ma io devo scendere, non avrò la possibilità di conoscerla. Forse però è meglio così. Conservo ancora troppo vivido in me il timore e il rancore per quello che ho passato. "Forza ragazzi! Spieghiamo le vele!" aspettiamo che un filo di vento ci porti verso riva! Ci vorrà del tempo, certo, sarebbe meglio un audace libeccio che ci dia una buona spinta ma intanto che aspettiamo va bene tutto, anche l'agitarsi di un foglio mi alimenterà la speranza!
Intanto però lasciatemi voltare lo sguardo dall'alltra parte, dalla parte opposta all'orizzonte.
Mare, grazie dell'amore e dell'avventura che mi hai fatto vivere. Mi hai fatto diventare uomo, mi hai dato tantissimo ma è dai tuoi bellissimi riflessi e dalle tue sconosciute profondità che si è concretizzato il mio sofferto abbandono da Questa vita. 
Ogni tanto mi fermerò su qualche spiaggia ad ammirarti. E tenderò l'orecchio per sentire la tua voce.


Con amore infinito, ricordo e speranza, ti saluto.
il Capitan S.



                        

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